“Cara chatGPT…”
E’ domenica mattina e mi trovo a Milano Marittima perché ho deciso di concedermi una bella passeggiata nella meravigliosa pineta situata dietro la cittadina balneare. Mi piace molto questo posto perché mi aiuta a rimettere in ordine i miei pensieri. Questo posto mi rilassa e mi fa de_pensare. Dopo una passeggiata in questa pineta il beneficio che provo e’ immediato. In passato ho avuto il piacere di portare due miei colleghi per fare un po’ di jogging dentro la pineta ed anche di fare una passeggiata notturna, con tanto di torcia elettrica, con un mio utente. Ogni volta che faccio una passeggiata in questa pineta mi emoziono sempre. Anche l’ex allenatore del Milan Arrigo Sacchi ama molto la pineta di Milano Marittima. Arrigo Sacchi è un grande perché ha rivoluzionato con le sue idee il gioco del calcio. Per me Arrigo Sacchi è un romagnolo vero che ama la sua terra cioè la Romagna. Leggo sempre gli articoli che Sacchi scrive sulle pagine della “gazzetta dello sport”; sono articoli bellissimi e pieni di amore nei confronti del gioco del calcio.
Oggi sono di umore allegro e mentre cammino dentro la pineta di Milano Marittima che mi protegge con la sua ombra ristoratrice penso alla mia cooperativa (che quest’anno compie cinquant’anni) per la quale lavoro come educatore dal 2003. Durante il cammino per caso o per combinazione decido di fare un gioco e di utilizzare l’ intelligenza artificiale per fargli alcune domande.
Eccole: cara ChatGpt sapresti dirmi cosa si prova quando si comincia un servizio di assistenza domiciliare educativa? cara ChatGpt sapresti descrivere l’ emozione di fare un centro estivo? caraChatGpt sapresti disegnarmi l’ emozione di sentirsi dire “come sei bravo” da parte di un genitore? cara ChatGpt sapresti raccontarmi la gioia di un sorriso di un utente che attende l’ arrivo di un educatore? cara ChatGpt potresti parlarmi della dedizione e della passione che si prova nei confronti del proprio lavoro? cara ChatGpt potresti parlarmi di quello che si prova quando termina un servizio educativo che è durato tanti anni e dove si sono condivise tantissime emozioni? cara ChatGpt riusciresti a descrivermi l’ importanza dell’ ascolto nei confronti dei propri colleghi di lavoro? cara ChatGpt illustrami la passione ed “il fuoco dentro” che deve avere un educatore per fare il suo lavoro.
Rimango in attesa di una tua risposta mentre mi godo il sentiero ristoratore della pineta che sto attraversando a piedi.
Purtroppo cara ChatGpt non mi rispondi perché tu esegui mosse senza giocare, muovi i pezzi correttamente senza sapere cosa significhi perdere o vincere. Puoi pensare qualcosa cara ChatGpt? Puoi farmi una domanda cara ChatGpt? Puoi provare empatia cara ChatGpt? Puoi comprendere quanto siano importanti per me questi cinquant’anni della mia cooperativa di servizi sociali? Puoi prestare attenzione a questa mia voglia di migliorami come educatore? A questo mio continuo alzare l’ asticella? A questo mio volere fare meglio?
No. Tu non puoi farlo. Perché sei incapace di fare domande. Non puoi sapere e comprendere la bellezza di come giocava il Milan quando era allenato da Arrigo Sacchi e non potrai mai comprendere l’ impegno di un educatore che è sempre “lì nel mezzo” per fare il proprio lavoro.
La bellezza di questi cinquant’anni rimangono per fortuna inspiegabili. Lasciamo a questi cinquant’anni il fascino del silenzio con la consapevolezza di volersi sempre migliorare.
Ora il sentiero è finito e bevo un po’ di acqua fresca che mi ritempra il corpo e lo spirito.
Come è bella la vita.
Grazie per questi cinquant’anni.
Testo a cura di Federico Fiumi, Educatore dei servizi domiciliari
Disegno di Francesco Pizzinelli, Educatore
Rubrica a cura della Dott.ssa Cristiana Ricotti
