Si é appena concluso, nel distretto Rubicone, un importante progetto a per le famiglie che assistono un malato di Alzheimer.
Il progetto, denominato “Venere”, ha previsto l’erogazione di 30 ore di sollievo domiciliare per nuclei familiari in particolare difficoltà nella gestione di una persona con Alzheimer. Questa patologia può infatti provocare disturbi comportamentali complessi da affrontare: molti caregiver, spesso coniugi, si trovano a convivere con malati diventati irascibili, sospettosi, aggressivi, sempre in movimento, con tendenza ad allontanarsi da casa, crisi di pianto, ritmo sonno-veglia alterato, incontinenza e una costante esposizione a situazioni di pericolo dentro e fuori l’abitazione.
Il progetto “Venere” é pensato prevalentemente per questi casi, in cui la gestione é affidata ad un familiare molto stanco e stressato, che però vuole continuare a gestire il malato da solo, anche se avrebbe un evidente bisogno di aiuto. Il rischio che il caregiver si ammali di depressione é altissimo.
Con “Venere” é stato possibile aiutare concretamente queste famiglie inviando a casa un’operatrice qualificata (Educatrice o O.S.S.), per sostituirsi al caregiver per un pomeriggio a settimana, dandogli così la possibilità di fermarsi, riposarsi e “ricaricare le pile”. Oltre a questo una psicologa, esperta in demenze, Ë stata messa a disposizione delle famiglie per dare un sostegno psicologico con incontri a domicilio, o con un contatto telefonico o in videochiamata.
Si è trattato di un progetto che ha coinvolto più enti. In prima linea l’Associazione C.A.I.M.A. odv (familiari di malati di Alzheimer), grazie al contributo per il Terzo settore, con la stretta collaborazione dei Servizi sociali dei Comuni del Rubicone e della Cooperativa sociale CAD. Al progetto, coordinato dalla psicoterapeuta Mariaconcetta Lombardo, hanno preso parte 13 famiglie di 6 Comuni, coinvolgendo 20 persone, tra malati e caregiver, individuate dagli assistenti sociali, dopo un’attenta analisi dei casi. L’impatto del progetto Venere nel territorio ha favorito la nascita di nuove sinergie e reti sociali. I familiari partecipanti, inizialmente diffidenti nell’accogliere estranei in casa, al termine delle ore di sollievo hanno compreso l’importanza di ricevere supporto nella gestione di una malattia che spesso comporta pesanti ripercussioni comportamentali e un forte stress emotivo per chi assiste.
L’iniziativa si configura come un aiuto concreto, con particolare attenzione – da parte della psicologa – all’analisi delle cause dei disturbi comportamentali e all’insegnamento di strategie pratiche e modalità relazionali più efficaci. Ogni situazione è stata studiata nel dettaglio e gli operatori selezionati dalla cooperativa, esperti in demenze e coordinati da Patrizia Lanzi, hanno gestito i casi in équipe con la psicologa. I risultati, monitorati tramite test e questionari anonimi di gradimento, hanno evidenziato pazienti più tranquilli e familiari significativamente meno stressati.
Dopo l’esperienza di Venere, quasi tutte le famiglie coinvolte – compresa l’importanza di farsi aiutare – si sono attivate, tramite i servizi sociali, per entrare in contatto con ulteriori progetti territoriali dedicati alle demenze, mostrando interesse anche verso servizi prima non considerati, come centri diurni o iniziative promosse da A.S.P. del Rubicone, tra cui Caffè Alzheimer, Meeting Center e percorsi psicoeducativi o di sostegno psicologico per caregiver.
Anche per il 2026 C.A.I.M.A. odv metterà a disposizione le sue risorse per proporre nuove iniziative per l’Alzheimer per le famiglie del distretto Rubicone, da attuare sempre collaborazione con l’Unione Rubicone e mare e con A.S.P. del Rubicone.
